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Misure campi

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Il Decreto Legislativo 9.4.08 n° 81 al capo IV art. 209 recita "Nell'ambito della valutazione dei rischi di cui all'art 181, il datore di lavoro valuta e, quando necessario, misura o calcola i livelli dei campi elettromagnetici ai quali sono esposti i lavoratori. La valutazione, la misurazione ed il calcolo devono essere effettuati in conformità alle normne Europee (CENELEC)
I valori limiti di esposizione sono quelli riportati nell'allegato XXXVI dello stesso D.L.gs..
Secondo quanto previsto dalla Direttiva 2008/46/CE (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea) che ha modificato l'art. 13 paragrafo 1 della Direttiva 2004/40/CE, articolo citato al comma 3 dell'art. 306 del D.L.gs 81/08, l'entrata in vigore delle norme sui campi elettromagnetici è stata posticipata al 30.4.2012.
La proroga NON significa però che non si debba effettuare la valutazione dei rischi sull'esposizione dei lavoratori a questi agenti fisici fino alla nuova data, ma solamente che i valori limiti fissati per legge entreranno in vigore in quella data.
Infatti è sempre un obbligo del datore di lavoro effettuare una valutazione di tutti i rischi ai quali un lavoratore può essere esposto durante la propria attività.
Si consiglia pertanto di non tenere conto di questa proroga, in quanto un ispettore potrebbe considerare incompleto un documento di valutazione dei rischi nel quale questi, se esistenti, non siano stati considerati e quindi valutati.

Cosa sono i campi elettromagnetici?

I
campi elettrici sono creati da differenze di potenziale elettrico o tensioni: più alta è la tensione, più intenso è il campo elettrico risultante.

I
campi magnetici si creano quanto circola una corrente elettrica: più alta è la corrente, più intenso è il campo magnetico.

I campi elettrici esistono ovunque sia presente una carica elettrica positiva o negativa. L'intensità del campo elettrico si misura in volt al metro (V/m). Il campo elettrico esiste anche se non circola alcuna corrente.

I campi magnetici derivano dal moto delle cariche elettriche. L'intensità del campo magnetico si misura in ampere al metro (A/m).
In genere nella ricerca sui campi elettromagnetici, gli esperti usano invece un'altra grandezza a questa collegata, "l'induzione magnetica" (misurata in Tesla, "T" o nei suoi sottomultipli come il microtesla (uT). A differenza dei campi elettrici un campo magnetico si produce soltanto quando un apparecchio è acceso e circola della corrente elettrica. Più alta è la corrente, maggiore è l'intensità del campo magnetico.

Cosa succede quando si è esposti ai campi elettromagnetici?

Il campo elettromagnetico è semptre esistito, tuttavia dal ventesimo secolo in poi l'esposizione ambientale a campi elettromagnetici è costantemente aumentata in quanto la crescita della domanda di elettricità, il continuo avanzamento delle tecnologie ed i cambiamenti comportamentali hanno creato sorgenti artificiali in misura sempre maggiore. Ogni individuo è esposto, sia in casa sia sul posto di lavoro, a una complessa miscela di deboli campi elettrici e magnetici dovuti alla generazione ed al trasporto dell'energia elettrica, agli elettrodomestici, agli apparati industriali, alle telecomunicazioni alla trasmissione televisiva.

I campi elettrici agiscono sul corpo umano, esattamente come agiscono su qualunque altro mezzo composto di particelle cariche. Quando i campi elettrici agiscono sui materiali conduttori, influenzano la distribuzione delle cariche elettriche sulla loro superficie e provocano un flusso di corrente attraverso il corpo, verso terra.
I campi magnetici provocano la circolazione di correnti all'interno del corpo. L'intensità di queste correnti dipende dall'intensità del campo magnetico esterno. Se sufficientemente elevate, queste correnti possono provocare la stimolazione di nervi e muscoli o influenzare altri processi biologici

Tipici livelli di esposizione in casa e nell'ambiente

La massima intesità di campo elettrico a potenza industriale si trovano solitamente al di sotto delle linee ad alta tensione. Invece i più intensi campi magnetici a frequenza industriale si trovano nelle immediate vicinanze di motori o dispositivi specialistici come la tomografia a risonanza magnetica. Ma anche nell'ambito domestico esistono i pericoli; molte persone sono sorprese quando si rendono conto della varietà dei livelli di campo magnetico che si incontrano nelle vicinaze ai diversi apparati. L'intensità del campo non dipende da quanto l'apparecchio è grande, complesso, potente o rumoroso.
Inoltre anche tra apparecchi apparentemente simili l'intensità del campo magnetico può variare moltissimo.

Ad esempio, mentre alcuni asciugacapelli sono circondati da un campo magnetico molto intenso, altri lo producono a malapena.
La tabella sotto riportata elenca alcuni valori di intensità del campo elettrico e magnetico (a 3 cm di distanza dall'apparecchio) emessa dai principali elettrodomestici utilizzati:

Ferro da stiro 180 V/m 8 - 30 uT
Frigorifero 120 V/m 0,5 - 1,7 uT
Frullatore 100 V/m
Tostapane 80 V/m
Ascugacapelli 80 V/m 6 - 2000 uT
Televisore 60 V/m 2,5 - 50 uT
Aspirapolvere 50 V/m 200 - 800 uT
Forno elettrico 8 V/m 1 - 50 uT
Rasoio elettrico 15 - 1500 uT
Lampada Fluorescente 40 - 400 uT
Forno a microonde 73 - 200 uT
Lavatrice 0,8 - 50 uT

Il ns. Studio Tecnico nell'effettuare le verifiche sui campi elettromagnetici per prima cosa individua quali possono essere le sorgenti principali dopodichè in riferimento alle Norme CEI 211-6 e 211-7 effettua le misure utilizzando strumentazione adeguata e calibrata di costruzione Narda tipo PMM con sonda da 5 Hz a 100 kHz tipo Narda PMM EHP-50-C o PMM HP 102 per campi da 30 a 1000 MHz.

In seguito alle misure effettuate si procede alla "zonizzazione" delle aree e ad un raffronto tra i valori misurati e quelli previsti dalle Direttive 99/CE; 04/CE e D. 257/07



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